domenica , Ottobre 20 2019

L’illusione dell’essere

Sebbene sia un argomento estremamente dibattuto, permane confusione circa la concettualizzazione dell’essere. Quest’ultimo viene comunemente asserito statico, ed immutabile, nella propria, astratta, determinazione. In realtà, codesta raffigurazione è alquanto datata. L’anima è indelebilmente dinamica, durante l’intero arco della vita. Al contrario, la nostra percezione permane, pressochè, inalterata. E’ proprio il seguente aneddoto, a coglierci incauti nell’approssimazione.

La consistenza dell’anima.

Osservando con occhio scientifico, l’anima è considerabile l’intersezione metaforica, derivante l’attivazione di precisi settori cerebrali. In particolare, neuroni e sinapsi, mediante la neurotrasmissione, permettono lo scambio delle informazioni, atte alla concezione auto-percettiva. Essendo, però, quest’ultimi soggetti al mutamento, anche sostanziale, lungo l’asse temporale, diviene impossibile acclararne un’idealizzazione costante, e dunque identitaria. Se proprio volessimo discernere le radici del nostro Io, potremmo attingere all’astratta, completa, combinazione combinatoria, del nostro genotipo. Esso racchiude l’intero potenziale espressivo, ripercosso a seguito delle variabili contestualizzate, per mezzo dell’ambiente. In altre parole, la consistenza dell’essere è da ricercare in ciò che fummo, siamo, e saremmo, durante l’intero range prospettico esistenziale. Qualsivoglia ulteriore espletazione ideologica, è circoscrivile alla mera credenza, priva di fondamenta logiche.

La debolezza umana.

L’esigenza dell’imprescindibile delimitazione della nostra identità, deriva dalla sofferenza, conseguita nell’ignoto dell’indeterminazione. L’essere umano odia non tangere consapevolezza, circa i propri riferimenti basali, pertanto necessita la costituzione di illusioni empiriche, atte alla maturazione delle fondamenta comportamentali. Purtroppo, però, dovremmo adempiere alla saggezza necessaria, a sviluppare tolleranza nei confronti dell’indefinito, perfino esso convogli in un pilastro della nostra vita. Nascondersi, per mezzo di fantomatiche compensazioni, è un processo destinato a costare maggiormente, rispetto l’iniziale prescrizione a cui dovremmo sottoporci. L’esistenza ci metterebbe a dura prova, e sarebbe impertubabile lo scalfire del nostro errore, volontario o meno. Infine, ricordate che l’esplicativo di una scelta dolorosa, è sito ed origine di una mente molto più incarnata intrinsecamente, di quanto lo sia quella obliterata per conto della paura.

Le radici della suddetta credenza.

Le radici della suddetta credenza sono riconducibili, in prima istanza,

About Michael Lunardini

Michael Lunardini nasce a Sarzana, in provincia di La Spezia, il 24 Aprile del 1993. Attualmente, svolge l’attività di Freelance, nel settore Informatico. Nutre numerosi interessi, tra cui spicca la Filosofia. In quest’ultima, condivide la filosofia dettata dal Relativismo. Membro di alcune società ad alto quoziente intellettivo, inclusa la “World Genius Directory”. Poliedrico e bizzarro, auspica che le proprie riflessioni, possano implementare una prospettica esistenziale migliore.

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